21052016

Interviews

Rødhåd

21052016

Rødhåd, che prende il suo nome d’arte direttamente dal tedesco (Rødhåd , in lingua sassone, significa “dai capelli rossi” ndr) è un fulvo dj e produttore berlinese che è affermato come uno dei principali artisti di punta della rifiorita scena techno degli ultimi anni. Descritto come la “quintessenza del djing berlinese”, Rødhåd nasce nella parte orientale della città e con quelle radici culturali ha mantenuto uno stretto legame.

Assistere alle feste all’aperto, in giro per la sua città natale, lo ha spronato a buttarsi nella mischia in prima persona tanto che i primi party, celebrati con una cerchia di pochi intimi, si sono poco trasforati, fino ad evolversi nel Dystopian, festa dalle ombre leggendarie.

Fu proprio durante i primi party Dystopian che Rødhåd cominciò la sua carriera musicale come resident del club, chiudendo i set per artisti del calibro di Ben Klock e Sandwell District.Con un talento spregiudicato per i set maratonetici, era solo questione di tempo prima che il Berghain si accorgesse di lui.Dal 2010 in poi Rodhad è ospite fisso nel club, dove è ormai celebre per il suo stakanovismo che lo porta ad imperituri set di 10 ore.

Questa presenza in uno dei locali notturni più prestigiosi del mondo certamente ha fatto crescere la reputazione dell’artista berlinese notevolemente, tant’è che ora gira mondo, ogni fine settimana, a far conoscere la sua musica. Inoltre, come ogni artista con una storia alle spalle, Rodhad ha lanciato una propria etichetta discografica, insieme a due amici d’annata.
Facile indovinarne il nome: Dystopian, proprio come il party che ha dato i natali al Rodhad artista.“Rapito” prima del suo set in compagnia dei vari DVS1, Shackleton, Robert Hood e Blawan, Rødhåd ci ha raccontato la sua vita, dai miracoli alla morte.

Intervistatore: Oliver Todd Fonte: Hyponil.com

Grazie per aver trovato il tempo di parlare con noi. Come stai, e sopratutto come ti stai “scaldando” per il set che andrai a fare?

Ciao ragazzi, piacere di conoscervi. In questo momento, sto cercando di rilassarmi un po'. Lo scorso fine settimana ho suonato nel Regno Unito, e volare con Aer Lingus non è sempre un'esperienza da ricordare.

Suonerai al Blueprint Hydra & M-Plant per il loro 20 ° anniversario, settimana prossima, a fianco di alcuni dei più celebri mostri sacri della techno mondiale. Come, e quanto, hanno influito su di te le produzioni di James Ruskin e Robert Hood?

A dirla tutta, James Ruskin è stato veramente fondamentale per me. Ho sempre avuto il Blueprint come punto di riferimento, le tracce raccolte nell'album stesso erano le mie preferite. Stessa cosa con Robert Hood, ho sempre amato le sue produzioni. Il suo stile, il groove: è qualcosa che ho sempre voluto inserire nei miei set. Essendo tu un dj residente di diversi locali, la domanda è d'obbligo: preferisci suonare in un posto fisso, abituale, oppure girare il mondo e suonare ogni volta il luoghi diversi? Mi piace molto suonare come resident: ti permette di conoscere il club ed il pubblico. Naturalmente, neanche suonare in giro per il mondo è poi così male. E straordinario vedere come sia possibile raggiungere gente di ogni dove con la propria musica, in tanti paesi diversi in tutto il mondo. Ma, onestamente, preferisco passare 12 ore a registrare ed a produrre nuove tracce, piuttosto che seduto su quegli scomodissimi seggiolini degli aeroporti.

I tuoi mix tendono ad essere molto diretti, ma spesso anche molto diversi tra loro. Possiamo dire lo stesso riguardo le tue influenze? Oppure tendi a rimanere coerente con le tue primitive influenze musicali?

Dipende tutto da come mi sento. A volte voglio solamente far eruttare tutto, tutto quello che c'è in me. Altre volte sono più “riflessivo”, mi piace costruire la musica, quasi a strati, uno sopra l'altro. Il mixing tiene assieme tutti questi strati tra loro ed all'improvviso, senza che nemmeno tu te ne sia potuto accorgere, il tuo corpo ha cominciato a gemere, a vibrare: è questo che amo della musica, l'ingresso riservato che ha verso i nostri cuori e le nostre menti.

Avvolgiamo velocemente il nastro: Quali sono i tuoi progetti per il futuro della Dystopian Records?

Al momento, stiamo raccogliendo la musica di tutti i nostri principali produttori e nuovi artisti. Speriamo di poter creare una sorta di compilation per la nostra decima uscita. Lavori per un'impresa edile durante la settimana, giusto? Dove trovi il tempo per suonare, portare avanti un'etichetta elettronica ed anche il precedente lavoro citato? Ho smesso di lavorare per l'azienda, per ora. Suonare due-tre volte a settimana, registrare in studio ed al contempo ritagliarmi un po' di spazio per la vita privata... E' troppo, lo ammetto. Per quanto riguarda l'etichetta discografica, è lo stesso che con tutte le cose importanti - ho un ottimo staff che si prende cura delle attività quotidiane.

Quante volte acquisti nuova musica?

Cerco di andare a comprare nuova musica ogni due settimane, circa. Al momento, non mi limito solamente alle versioni analogiche o digitali. Suono quello che mi piace, il che significa che posso fare sia acquisti on-line sia nei negozi di dischi, quando trovo un po 'di tempo libero! Hai già avuto un grande impatto sulla scena musicale techno, e sei ancora relativamente giovane, hai qualche ambizione musicale od obiettivi che vorresti realizzare? L'etichetta sta procedendo bene, i miei concerti sono al completo fino al prossimo anno e sto anche cercando di finire alcuni rilasci imminenti. E l'idea di fare veri e propri concerti, come questo a Londra, con tutta la “banda” Techno mi sta già facendo sorridere.

Ed ora, giusto per impicciarsi un po' dei fatti tuoi: c'è una storia dietro i tuoi tatuaggi?

Hahaha ... è un segreto!

Grazie per il tuo tempo, e in bocca al lupo per tutto.

Crepi, ci vediamo al concerto!

text by rebel rebel