19052016

About

Rødhåd

Rødhåd, senza mezzi termini né giri di parole, è la quintessenza della scena underground di Berlino. Inneggiando così spesso come accade a tutti gli espatriati che hanno preso la residenza nella capitale tedesca per inseguire il sogno techno, a volte è facile dimenticare come esistano ancora artisti autoctoni.
Nato nel 1984, cresciuto a Hohenschönhausen, un quartiere nella zona est lontano dal cuore vero e verace della città, Mike (il cognome non ci è dato sapere) è uno di quegli artisti nato dal nulla.

L’artista berlinese attualmente si pone come uno dei più promettenti, giovani talenti della scena musicale berlinese. Ma, come detto, Rødhåd è uno di quei DJ che nasce dal nulla. O quasi. Anzi, è uno di quei DJ che non nasce come DJ. Difatti, e questa è la storia, Rødhåd nasce come organizzatore di feste (il paragone con il resident di casa, Valerio Zerø, sarà saltato alla mente ai più), anche se la mente del giovane Rødhåd già accarezzava la console. Alla fine degli anni ’90, Rødhåd comincia a gettare le basi per la sua carriera da DJ. I

nizia ad organizzare piccole, intime feste sotto il cielo della periferia di Berlino, solo per il gusto di farlo. Il nome scelto che sceglierà per i propri eventi è significativo, e quanto mai sibillino: Dystopian, pochi anni dopo, diventerà una delle etichette di riferimento per la scena techno europea.

Le voci cominciano a circolare, e di parola in parola, il verbo di Rødhåd comincia rapidamente ad espandersi ben oltre i confini di Berlino, e della stessa Germania: a new star is born, come si dice oltremanica. Nel 2006, è resident allo Zementgarten, un “ruvido”, piccolo club ormai defunto a Friedrichshain. Suonando ogni quattro-sei settimane, i successivi due anni sono stati fondamentali per la sua crescita artistica. Per sua stessa ammissione, l’artista tedesco preferisce suonare all’inizio o alla fine di ogni singolo evento. “Quando si suona l’inizio di un evento, è necessario pensare a come si evolverà la serata, andando a costruire la giusta atmosfera per il proseguo della serata. ”

Nel 2009, Rødhåd partorisce il sovracitato Dystopian, evento che vede proprio Mike come resident dietro la console. Locali leggendari come l’Arena Club, il Tape Club o Horst Krzbrg a Berlino sono stati testimoni della nascita della festa berlinese, che nel 2012 diventerà anche un’etichetta. Intorno 2010, il celeberrimo club di Berlino, il Berghain, finalmente si accorge di lui. Il modo di suonare, la sua attitudine per le famose “maratone” musicali che regolarmente prendono luogo all’interno del club berlinese, si sposano perfettamente con la filosofia del club. Da allora, Rødhåd ha suonato in giro per tuta l’Europa, in locali come il Trouw (Amsterdam), il Calcestruzzo (Parigi), il Rex (Parigi), il Lux (Lisbona), il Fuse (Bruxelles), il Rebel Rebel (Roma) ed alcuni tra i più grandi festival della scena techno, come l’Awakenings, il Tempo Festival, od ancora il Melt Festival.

Nel 2012, lancia il suo primo lavoro per la neonata Dystopian. Le tracce di Rødhåd hanno immediatamente ricevuto elogi da artisti come Robert Hood, Jeff Mills, Marcel Dettmann, Ben Klock, Luke Slater, Laurent Garnier, Sven Väth e ultimo Dave Clarke. Il suo peculiare stile, caratterizzato da sonorità Dub-Techno mescolate a percussioni ridondanti, è mixato da una tecnica perfetta, che ha fatto di Rødhåd uno degli artisti più apprezzati nel panorama europeo.

text by rebel rebel